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In cerca dell’immaginario (tra le pieghe della realtà).

“A sei anni volevo fare la designer e quando andavo in vacanza alle terme con i miei genitori, mi fermavo davanti alle vetrine dei negozi di arredamento a osservare i grandi spazi tra i mobili. A vent’anni ho cambiato desiderio e sognavo di diventare pubblicitaria e regista di documentari come poi è stato, ma non subito. Ho messo a frutto l’errore di una laurea lontanissima dai miei sogni, per poi iniziare studi e mestieri creativi.”

Regista e direttore creativo
Patrizia Santangeli, filmmaker. Inizia lavorando come dj in una radio privata e, dopo la laurea e un master in pubblicità, approda nel 1994 al mondo della comunicazione come direttore creativo e regista. Negli ultimi anni l’approccio multidisciplinare alla creatività è al centro della sua ricerca e dei suoi linguaggi, dal video, all’audio, alla scrittura. Nuovi modi di conoscenza e lettura del territorio e delle persone che lo vivono, sono oggi i temi del suo lavoro. Vive a Roma.

FILMOGRAFIA

Radio Buio – Documentario (in preparazione)
radiobuio.it

Il Bosco delle Meraviglie – Documentario (2019)
boscocaffarella.it/film

Sermoneta Tour – Web documentary (2017)

Monte Inferno – Film, esposizione (2016)
patriziasantangeli.it/monteinferno

Musica! – Documentario breve (2014)

Visit India – Documentario (2011)

Allegro moderato – Documentario (2008)

Erano Paludi – Documentario (2006)

Sull’isola delle tartarughe – Documentario (2004)

PREMI

2019 – Festival Bambini e Natura, Primo premio per Il Bosco delle Meraviglie 
2011
 – Festival Cinema Patologico, Premio miglior film per Allegro moderato
2010 – Premio Franco Ferrari, Miglior documentario, sez. Lazio per Erano paludi
2009 – Invisible Film Festival, Premio speciale per Allegro moderato
2008 – Satricum Film Festival, Premio miglior documentario a Erano paludi
2008 – Chicago Film Festival, Targa d’argento spot Made in Italy in USA, (Ag. Kpr&Key)
2003 – Mediastars, Netstars, Premio per il sito www.progettomose.it (Ag. Uhuru)
2002 – Interactive Key Award, Premio per il sito www.progettomose.it (Ag. Uhuru)
2001 – Interactive Key Award, Premio migliore banner adv per www.vivacity.it (Uhuru)
1996 – 3M, Floor advertising – Premio miglior annuncio pubblicitario per Milano

FORMAZIONE

2014 – Workshop di critica cinematografica | 2012 – Workshop sul documentario d’inchiesta | 2012 – Workshop sull’audio documentario | 2004 – Workshop documentario etnografico | 2004 – Workshop Cinema documentario | 2002 – Workshop sullo sviluppo delle sceneggiature | 1997 – Corso di sceneggiatura | 1993 – Master biennale in Tecnica pubblicitaria | 1991 – Laurea in Economia e Commercio

CLIENTI PER L'ATTIVITÀ' DI COMUNICAZIONE

Absolut vodka | AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla | Banca Etica | Banca di Roma | Coin | Comune di Sermoneta | CNN Italia | FAO | Ferrarelle | Festival Le vie del cinema, Comune di Narni | Goethe Institute | ICE, Istituto per il Commercio con l’Estero | Intersos | Italia Nostra, sezione di Latina | Lega italiana lotta contro i tumori | Lottomatica | Medici senza Frontiere | Mitocon | Museo Giannini | Orchestra di Piazza Vittorio | Ospedale Pediatrico Bambino Gesù | Pringles | Renault | Rai | Sky | Telecom | Tim | Unicef | Wind

DOMANDE

Hai regole nel lavoro?
Sono curiosa e amante della qualità.

Sei più a tuo agio nei video o nella scrittura?
Non distinguo i mezzi perché ne faccio solo una questione di creatività. Di sicuro mi sento sempre un po’ ospite nel mestiere che faccio e questo mi consente di non dare per scontato nulla.

Che mestiere avresti voluto fare?
Questo. Ho avuto la fortuna di iniziare facendo gli studi sbagliati e la laurea chiusa nel cassetto mi ha reso ancora più determinata nel fare quello che volevo fin da piccola: la creativa.

Cosa non ti piace nel lavoro?
L’immobilità e l’ineluttabilità. (Anche nella vita)

Ti muovi sempre allo stesso modo nel lavoro?
Nel corso degli anni naturalmente le cose sono cambiate e, soprattutto in questi ultimi, sono passata dalla regia pura al filmmaking. Questo vuol dire che sono io stessa a riprendere perché ho bisogno di mantenere la mia visione personale e affrontare in solitudine le situazioni.

Lavori seguendo un metodo?
Beh, proprio un metodo non direi. Posso dire che ho sempre un approccio emotivo nelle cose che faccio, sia che si tratti di progetti miei o commissionati. Se proprio vogliamo individuare un metodo per i progetti personali, diciamo che “mi metto nei guai” affrontando terreni difficili per me. Questo mi consente di attivare tutte le mie risorse per uscirne al meglio.

Ti ispiri?
Ogni documentario ha una fonte ispiratrice che poi rimane una guida per tutto il tempo della lavorazione. Per Allegro Moderato una canzone dei Sigur Ros Svefn-g-englar . Per Visit India la scena degli ombrelli del film Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos e per Monte Inferno un quadro: Il giardino delle delizie di Bosh.

Cosa accomuna i tuoi progetti?
La ricerca della bellezza che per me è sinonimo di speranza.

Un tuo video che ti piace rivedere?
A dire la verità non li rivedo spesso, ma Everyone is a place mi incanta sempre, probabilmente per il protagonista.

Il libro di comunicazione al quale sei affezionata
La parola immaginata, di Annamaria Testa. Lo lessi all’inizio degli anni Novanta durante il master in comunicazione e pur avendolo comprato per studiare la tecnica del copywriting, alla fine mi ha emozionato. Appena letto scrissi un biglietto all’autrice mettendo anche il mio numero di telefono e lei mi chiamò. Purtroppo non ero in casa.

Usi i social network?
Sì, Instagram e Facebook. Credo che siano indispensabili per capire in che epoca viviamo. Cerco di usarli e di non farmi usare.

Cosa conta di più nel modo di comunicare?
L’autenticità. Penso che sia una tendenza nata con i social network e con la condivisione pubblica della propria vita. Tutto questo ha scardinato la propaganda ed è un bene, ma bisogna stare attenti all’autenticità costruita. È più falsa della propaganda. Poi non prescindo mai dalla qualità.

E secondo te dov’è l’autenticità vera?
Nelle sfumature.

Hai ancora sogni nel cassetto?
Nel cassetto mettiamoci i ricordi. I sogni hanno bisogno di spazio e di relazioni per esistere.

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